[Infoleo] Fausto,
Jaio 2009: non cancelliamo la memoria di ieri per i movimenti
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Lun 9 Mar 2009 18:48:02 CET
Fausto, Jaio 2009: non cancelliamo la memoria di ieri per i movimenti
di oggi
Sabato 14 marzo al Leoncavallo i fili della memoria collettiva
riannoderanno storie diverse, sotto il segno dell’antifascismo.
Fausto, Jaio e
Dax saranno infatti ricordati intrecciando il tema del narcotraffico, che tanta
parte ha avuto nell’omicidio dei due compagni del Leoncavallo, impegnati nella
redazione di un dossier contro l’eroina (che denunciava l’intreccio materiale
tra il dilagare di questa sostanza tossica e i milieu fascisti sulla piazza
milanese), il fascismo in camicia nera narrato da Bebo Storti, la
controinformazione, mediante la proiezione in anteprima del film “Con Dax nel
cuore” di Andrea Pastor e la cultura dei movimenti degli anni settanta, grazie
al contributo di Claudio Lolli.
PROGRAMMA INIZIATIVA
Ore 18.30:Proiezione del film di Andrea Pastor “Con Dax nel
cuore”
Torino film festival, 2003
(seconda proiezione ore 22.30)
La madre rievoca con rabbia e disperazione
la morte del proprio figlio ucciso qualche giorno prima da fascisti di
quartiere. E si ritorna al 23 marzo 2003, ultima giornata trascorsa con Davide
Cesare (Dax): in un mattino di sole i suoi compagni si alternano a sorreggere
la bara, in un corteo funebre ritmato dai rintocchi delle campane e dalle
sonorità live del gruppo più amato, la Banda Bassotti. E poi, nel pomeriggio,
con ancora Davide nel cuore, un altro rito per le strade di Milano, un corteo
antifascista contro chi ha assassinato l’amico e contro i potenti che provocano
le guerre. E’ il momento della catarsi, di un lutto che si elabora con il
fuoco, con la messa a morte simbolica del Dominio fino a quando la telecamera,
rimasta involontariamente accesa nella custodia, non lascia trapelare che un
tessuto nero e gli ultimi slogan.
“Un compagno che non conoscevo era stato
ucciso, i suoi amici pestati brutalmente. Questa la notizia. Urgente dunque per
me registrare in tempo, quasi sempre reale, le ore del dolore e quelle della
rivolta, cercando di vedere, ascoltare e sentire il più possibile. (…) E’ un
reale talmente forte, al limiti dell’infilmabile, che ti chiedi se sia giusto
testimoniarlo. Ho corso questo rischio e mi piacerebbe che Dax, così come i
tanti Dax uccisi, restassero insieme a noi anche alla fine della proiezione.”
(A. Pastor)
Ore 21.00:Presentazione del libro
di Luca Rastello “Io sono il mercato” ed. Chiarelettere, 2009.
Sarà presente l’
autore
Questa è la storia di uomini normali, insospettabili padri di famiglia
saliti al vertice del narcotraffico internazionale. Una storia "criminale",
raccontata da uno dei protagonisti, che svela le astuzie del sistema cocaina,
ma anche la vita e le abitudini dei grandi trafficanti. I pesci grossi, quelli
che non ingoiano gli ovuli né trasportano la droga nei doppi fondi delle
valigie, ma nei cargo, nei container, a tonnellate alla volta. Uno sguardo
dall'interno.
Un nuovo punto di osservazione per capire come l'economia
illegale riesce a infiltrarsi nell'economia legale e a condizionarla. Perché la
coca, oltre i cliché hollywoodiani e le notizie diffuse da tv e giornali, è un
affare straordinariamente redditizio che finanzia guerre, conferisce potere e
ridisegna i rapporti internazionali.
Ore 23.00 :Reading di Bebo Storti liberamente
tratto da “Mai morti”
Bebo Storti reinterpreta liberamente il suo personaggio
più famoso, il vecchio camerata della Decima Mas di “Mai morti”. Un' amara
carrellata sulla nostra storia recente vissuta attraverso il lucido delirio di
un irriducibile nostalgico.
“Mai morti” continua ad avere una grossa presa sul
pubblico. Perché? «Perché non è cambiato niente. Ancora oggi in tv c'è chi dice
che è giusto concedere l'indulto a terroristi neri come Fioravanti e la Mambro,
Giampaolo Pansa pubblica libri che gettano fango sulla Resistenza, ci sono
sintomi di razzismo e xenofobia. Pensi ai funerali dell' ex terrorista Nico
Azzi, a Sant' Ambrogio, con i neonazisti che facevano il saluto romano.
All'inizio di quest'avventura, io e Renato Sarti ci dicevamo: "Vedrai, tra
cinque anni saremo qui a riderci sopra". E invece non è cambiato proprio
niente».
Uno spettacolo che non può lasciare indifferenti e che spesso
scatena reazioni “forti”, Come infatti sono arrivate, anonimamente, nella forma
addirittura delle minacce contro attore e regista rei, ai giorni nostri, di
“eccesso di antifascismo”.
Concerto di Claudio Lolli
Cantautore, poeta e scrittore, in un
epoca in cui l’arte non trova mecenati si guadagna da vivere come insegnante
liceale. Considerato dalla critica come uno dei maestri del cantautorato
italiano, Claudio Lolli si distingue per l'impegno politico dei suoi testi,
partecipe sin dall'album d'esordio di una sinistra senza compromessi. Riservato
e complesso, ha inserito nella musica le motivazioni, le aspettative e le
delusioni di una generazione che ha tentato “l’assalto del cielo” e ha provato
davvero a cambiare il mondo.
La sua è "una voce da regno dei più o da festival
del sottosuolo... così piena di granchi di stracci di ragni e altre cose un po'
strane"' come è stata da lui stesso definita, forse in maniera eccessivamente
dura, in "Autobiografia industriale" (un suo pezzo del 1977).
Autore di
famosissime canzoni come “aspettando Godot”, “Borghesia”, "Ho visto anche degli
zingari felici" (1975) ha anticipato le tematiche del Movimento del '77,
inventando alcuni dei brani che possono considerarsi inni di quella stagione di
lotte e di creatività mescolando l'impegno politico, il disagio esistenziale,
la critica all'istituzione familiare, l'anticlericalismo e il senso della vita.
L’album "disoccupate le strade dei sogni" suggellerà la sua internità al
fermento sociale degli anni settanta seguendone drammaticamente gli sviluppi
con la sua straordinaria poesia.
Negli anni Novanta album come "Nove pezzi
facili", "Intermittenze del cuore" e "Viaggio in Italia" lo riportano
all'attenzione del grande pubblico.
Nel 2000 pubblica “Dalla parte del torto”,
uno dei dischi più significativi di questo periodo della sua carriera; il
titolo nasce da una frase di Betold Brecht citata nell'interno della copertina:
"...dato che tutti gli altri posti erano già occupati, ci siamo seduti dalla
parte del torto”.
Tra il 2002 ed il 2007 gira l'Italia proponendo, tra i vari
suoi spettacoli, una rivisitazione del suo album "Ho visto anche degli Zingari
Felici" assieme a "Il Parto delle Nuvole Pesanti (music band calabrese)". Nel
2006 è uscito il suo nuovo disco completamente inedito: "La scoperta
dell'America".
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