[Infoleo] programmazione settimanale
infoleo
info a leoncavallo.org
Dom 1 Mar 2009 15:24:40 CET
Jam Session dalle 2230
giovedì 5/03/2009
Niccolò Cattaneo AcusticTrio
Cucina dalle 20.00
giovedì 5/03/2009
Menù piemontese
Antipasto: Bagna cauda
primo:
Risotto al dolcetto (con Dolcetto “Le Terrazze” di Cascina Besciolo) 2006
secondo:
Bollito misto con bagnetto verde e mostarda
dolce:
Mousse al cioccolato
Cinema alle 20.30
giovedì 5/03/2009
La fabbrica dei tedeschi
Regia di Mimmo Calopresti
La fabbrica dei tedeschi è un film del 2008 diretto da Mimmo
Calopresti. Racconta i fatti avvenuti il 6 Dicembre 2007
nell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino, quando 7 operai morirono
investiti da una fiammata generata da una fuoriuscita di olio
bollente.
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Cucina dalle 20.00
venerdì 6/03/2009
Menù salentino
antipasto:
Carciofi fritti
primo:
Pasta al forno
secondo:
Carne alla pignata
contorno:
carciofi con patate, uova e capperi
dolce:
Zeppole di San Giuseppe
Musica dalle 23
venerdì 6/03/2009
Cicileu 6:la taranta è femmina
Ritorna al Leoncavallo:
‘Cicileu! Culture, suoni e danze dal Salento’, con un programma sempre
più ricercato e interessante.
Quest’anno con un’impronta decisamente al femminile si ballerà
aspettando l’alba dell’ 8 marzo !!!
Entrambi i giorni: Cucina Salentina - Esposizione prodotti tipici
Di seguito il programma: Venerdì 6 marzo Si apre la nuova edizione di
Cicileu con
Dalle 21.30
LA RONDA DELLA PACE
gruppo aperto di musicisti e ballerini di pizzicha, saltarelli,
tarantelle e tammurriate La Ronda è lo spazio circolare delimitato da
ballerini e musicisti.
Tradizionalmente all’interno di una ronda è prevista la presenza di
una sola coppia di ballerini.
Uomini e donne si danno il cambio, con chi sta aspettando il proprio
turno ai margini della ronda.
In questa maniera, chi non conosceva perfettamente il ballo,
aspettando il proprio turno poteva guardare chi occupava in quel
momento il centro della ronda, ed imparare così dai ballerini più
esperti. La danza in questa maniera si tramandava naturalmente,
attraverso l’osservazione.
Aspettate ai margini della ronda il vostro turno per ballare,
approfittando così del tempo di attesa per osservare e imparare
Alle 22.00 @ “LIB.LAB liberi libri laboratory”
Presentazione del libro:
“Scoprire l’Italia - inchieste e documentari degli anni ‘50” di Mirko Grasso
un film che documenta l’arrivo degli emigranti del Sud nella stazione
di Milano e del loro insediamento a Milano
dalle 21.30 - Spazio Cinema
STENDALI’- Canti e immagini della morte nella Grecìa salentina di
Cecilia Mangini 1959
«Un bel sasso, lucente e duro» viene definito, nel 1960, il film
Stendalì di Cecilia Mangini.
Stendalì, nel dialetto della Grecìa salentina “suonano ancora”, ritrae
un lamento funebre contadino, rendendo su pellicola l’istituto del
pianto rituale che affonda radici e origini antichissime ed è
sopravissuto nel Salento sino ai primi anni sessanta del secolo appena
trascorso.
IL MALE DI SAN DONATO - un film di Luigi Di Gianni 1965
I “malati” accorrono il 7 agosto nel santuario di Montesano talentino
mdedicato a san Donato per chiedere la grazia e la guarigione. Male
reale e male culturale del Salento si intrecciano e documentano uno
spaccato di vita intrisa di ritualità religiosa e pagana in cui la
figura del santo dispensa favori e guarigioni.
“Fine Pena Mai” - un film di di Davide Barletti e
Lorenzo Conte (Fluid Video Crew) Liberamente ispirato al romanzo
autobiografico "Vista d’interni" di Antonio Perrone, "Fine pena mai"
racconta una storia vera, messa nero su bianco dal boss durante i 15
anni di isolamento in regime carcerario di 41 bis, il percorso
drammatico di un uomo che, nell’illusione di poter vivere a modo suo
tra droghe, soldi e violenza, rimane incastrato in un inevitabile
tragico destino che lo schiaccerà. Il titolo è un riferimento ai 49
anni di reclusione a cui è stato condannato il suo protagonista e alla
certezza di dover vivere con il rimorso di non aver mantenuto la
promessa fatta alla moglie Daniela ed al figlio Alessio di non
lasciarli mai soli.
Dalle 23.00 Hemp Bar concerto dei
TARANTA SPRITZ
I Taranta Spritz sono un gruppo di stampo folk che ha saputo unire le
melodie e i testi della tarantella alle sonorità del rock con
risultati travolgenti. I Taranta Spritz suonano e invocano le più
antiche danze dell’Occidente in un viaggio musicale che parte dalle
radici e arriva ai giorni nostri, sperimentando idee e suoni che
coinvolgono più generi musicali in una patchanka assolutamente
originale e coinvolgente tutta da ballare.
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Cucina dalle 20.00
sabato 7/03/2009
Menù salentino
antipasto:
Pittule
primi:
Pasta con ricotta e carciofi
Ciceri e tria ( pasta e ceci ), antica ricetta del Salento
secodo:
Schiacciatine di manzo (per i vegetariani frittatina alle verdure)
contorno:
Insalata di patate e cetrioli
dolce:
Torta di pasta di mandorle
Musica dalle 23
sabato 7/03/2009
Cicileu 6
dalle 21.30 - Spazio Cinema
LA TARANTA di Gianfranco Mingozzi 1961 durata 22 minuti E’ il primo
documento audiovisivo sul tarantismo. I fenomeno è colto nel suo
svolgersi globale con la ritualità a casa e nella cappella di san
Paolo a Galatina.
‘’Diario di uno scuro’’ Documentario - di Davide Barletti - Edoardo
Cicchetti - Lorenzo Conte (Fluid Video Crew) - saranno presenti gli
Autori -
Un interessante viaggio all’interno della Sacra Corona Unita, del 41
bis e del ruolo delle donne all’interno dell’organizzazione.
Salone centrale, ore 22.30 ci scateniamo ballando pizzica e taranta con:
KamaFei
KamaFei è un composto in griko, che vuol dire caldo che scorre, quel
caldo che ci accompagna in ogni stagione, che nasce dagli strumenti
tra l’antico ed il moderno, lo stesso calore che si cerca di dare
durante i concerti e quel calore che restituisce la gente che ascolta
ed è partecipe per ogni spettacolo che vorrebbe essere una festa che
coinvolge come in una ronda estiva.
Dallo scioglimento dei Kumenei , Antonio Melegari, Marco Santoro Verri
e Matteo Manni intraprendono questa nuova strada e nel loro viaggiare
si accompagnano a Stefano Calò alla chitarra.
Kamafei ripropone etnomusica “dal” Salento, canti d’amore e brani
originali in lingua salentina per conservarne la memoria e la
musicalità.
Salone Centrale, dalla mezzanotte festeggiamo la FESTA DELLA DONNA con:
Rosa Paeda
Dico Rosapaeda e parlo di una delle voci più intense del panorama
italiano. L’artista nasce negli anni 80 con l’audace progetto dei
Different Stylee (prima formazione reggae italiana) che contiene gia’
il germe della contaminazione e non nasconde la sua forte attenzione
per le radici della musica popolare..
Rosapaeda diventa presto il fulcro della band, tanto da ottenere un
immediato e largo successo anche nell’esperienza solista. Nel 1993 si
ripresenta con una formazione che porta il suo nome e che propone un
repertorio di musiche originali e tradizionali, riarrangiate in chiave
“elettrica” . Il suo stile e il suo repertorio cominciano a connotarsi
di nuove sonorita’ piu’ acustiche, molti brani originali e
reinterpretazioni innovative di pezzi della tradizione italiana,
esaltati dalle inusuali sonorità della voce che annodi Rosapaeda la
grande rivelazione della musica etno folk. Al suo fianco, in questa
ricerca, il musicista compositore Eddi Romano, che costruisce intorno
alla voce di Rosapaeda un tessuto sonoro e stilistico che diventa un
marchio della sua musica.
Del 1999 la prima produzione discografica “Facce” che la lancia nel
mercato discografico della musica etnica in tutto il mondo, e la
accredita nei piu’ importanti festival europei di world music.
Ma e’ “In Forma di Fosa” del 2001, che segna il passaggio determinante
del suo stile musicale. Album ricco di contaminazioni etniche miste ad
innovative sonorità. Il brano “Ta travudia” per esempio nella versine
rimixata da Rootsman viene ballato nelle dance hall di tutto il mondo,
pubblicato in numerose compilation tra le quali quella di dj Shantel
“Bucovina 1”. Con questo disco Rosapaeda vince al festival di carpino
il premio “Rocco Draicchio” e il primo premio nazionale di World Music
"Popolare Network-Musica e suoni dal Mondo" nell’omonimo festival di
Carrara. Folkworld, magazine tedesco, lo elegge miglio disco
dell’anno.
Rosapaeda vede crescere sensibilmente il suo successo all’estero, ed
il suo nome compare in cartellone a fianco dei piu’ grandi nomi della
scena etnoworld mondiale.
Dopo un periodo di pausa e riflessione creativa durante il quale e’
continuata l’attivita’ concertistica all’estero, Rosapaeda si
ripresenta sulla scena discografica con il cd “Mater heart Folk”, ed è
subito un grande successo
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