[Infoleo] programmazione settimanale
infoleo
info a leoncavallo.org
Mer 2 Lug 2008 14:51:18 CEST
Jam session dalle 2230 Baretto
venerdi 4 luglio
Special Jam Session
venerdì 4 luglio dalle 22.30 serata conclusiva delle jam session ad
oltranza con un quartetto di jazz come michele bozza al sax, simone
daclon al piano, stefano scopece al basso e paolo traino alla
batteria. portate gli strumenti e gli amici si suona ad oltranza fino
ad esaurimento energie!!!
Presidio dalle 15
sabato 5 luglio
Presidio Rete migranti
MILANO CITTÀ APERTA LIBERA E ACCOGLIENTE
SABATO 5 LUGLIO - DALLE 15:00 ALLE 19:00
in largo Cairoli, a Milanodurante il pomeriggio sono previsti
interventi e spettacoli di Djiana Pavlovic, Mohamed Ba, Tommaso Vitale
promuovono: Arci, Camera del lavoro di Milano, Centro delle Culture,
ass. Dimensioni diverse, ass. Punto Rosso, SdL Intercategoriale,
Mosaico interculturale, ASMP, ass. Arci Todo Cambia, ass. Arci
Zagridi, Comitato "Movimento Pais", Federacion ecuatoriana de
Asociaciones, Scuole senza permesso, Circolo Arci "Blob", Associazione
Antirazzista 3 Febbraio,
partecipano inoltre: Partito della Rifondazione Comunista, Partito
Umanista, Ernesto Rossi pres. ass. Aven Amentza, Sinistra critica,
adesioni: retemigrantemilano a gmail.com
Siamo donne e uomini, cittadini italiani e cittadini stranieri che
hanno deciso di essere in piazza insieme per offrire alla nostra città
una occasione di festa, di riflessione e di conoscenza reciproca. Con
tante voci vogliamo rompere il silenzio pesante che da troppo tempo
incombe a Milano su episodi drammatici che per decisioni del Governo
ricadono su individui e comunità che nelle nostre città hanno radicato
le loro speranze di una vita migliore. Retate sui mezzi pubblici,
ronde notturne, espulsione dagli alloggi, campagne contro le moschee,
sgomberi violenti, schedature etniche di Rom e Sinti: sono solo alcuni
esempi di un crescendo impressionante che vede misure legislative e
scelte governative che vogliono l'esercito nelle strade, la reclusione
nei Cpt fino a 18 mesi e la criminalizzazione degli irregolari. Eppure
nella nostra città la società multietnica è ormai una realtà: italiani
o stranieri, cristiani, musulmani o non credenti, viviamo tutti
qui,frequentiamo le stesse scuole, lavoriamo fianco a fianco e
facciamo tutti la stessa fatica per tirare a fine mese. Siamo
consapevoli che Milano, come molte altre città, è attraversata da
manifestazioni sempre più evidenti di disgregazione sociale che
colpiscono soprattutto i quartieri periferici, ma proprio perché
viviamo in questa città e ne conosciamo i problemi, siamo convinti che
per farvi fronte, legalità e sicurezza non possono essere interpretate
solo come controllo e repressione. La sicurezza va intesa come un
sistema di garanzie per difendere i diritti umani: il diritto alla
salute, all'educazione, al lavoro, alla casa, alla libertà di
espressione. La sfida è mettere in campo politiche urbane, abitative,
sociali,culturali in grado di produrre solidarietà, partecipazione e
rispetto dei diritti, attraverso percorsi democratici e condivisi. Ci
sono molti amministratori, forze politiche e mezzi di comunicazione
che oggi continuano a seminare ostilità e conflitti, indicando negli
stranieri e nei poveri il capro espiatorio per tutti i problemi
sociali, economici e urbani che determinano la condizione precaria di
ognuno di noi, gettando un'ombra inquietante sul presente e sul futuro
della nostra comunità. Una società che imbocca la strada della
xenofobia e del razzismo diventerà sempre più insicura e invivibile,
perché la sicurezza non può nascere dall'emarginazione, ma
dall'accoglienza e dal riconoscimento dei diritti di tutti sulla base
di valori irrinunciabili:
i principi di uguaglianza, di rispetto delle diversità e di
giustizia sociale, presenti nella Costituzione italiana, devono vivere
concretamente nelle politiche e nelle azioni amministrative.
non si possono imporre regole speciali che violino il principio
dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi.
È necessario che si levino mille e mille voci per chiedere:
abolizione della legge Bossi - Fini perché costringe alla clandestinità
regolarizzazione di tutti coloro che lavorano e vivono in Italia
tempi certi e rapidi per il rilascio dei documenti senza tassazione
e con trasferimento delle competenze agli enti locali
introduzione di una legge organica per i richiedenti asilo politico
e umanitario
superamento di forme abitative ghettizzanti e su base etnica (i
cosiddetti "campi nomadi"), garanzia di condizioni abitative dignitose
e non discriminanti.
no al pacchetto sicurezza
no al reato di immigrazione clandestina
chiusura dei CPT no alla schedatura etnica
Maggiori informazioni sulla lista
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