[Infoleo] "il comune è pronto a trattare"-dal corriere della sera del 5 agosto 2008

infoleo info a leoncavallo.org
Mar 5 Ago 2008 15:24:27 CEST


Una Fondazione verserebbe 10 mila euro al mese a Cabassi
Il Comune: pronti a trattare con il Leonka
Si cerca soluzione entro l'autunno.
 Terzi: il centro sociale resti in via Watteau in cambio di affitto,
Siae e scontrini in regola

MILANO - Risolvere la questione prima dell'autunno. Che per nessuna
ragione deve essere una stagione «calda». Mentre in Darsena si
sgombera il «Kasotto» — una cinquantina di punk contro il sonno di un
quartiere («occuperemo un altro posto» la minaccia degli
«antagonisti») — , a Palazzo Marino si lavora per trovare soluzione
alla più antica delle questioni: il Leoncavallo. La road map è
articolata, ma le indicazioni sono precise: evitare che il centro di
via Watteau, con la sinistra radicale fuori dal Parlamento, possa
tornare alle antiche parole d'ordine dell'antagonismo e del conflitto.
Disinnescare definitivamente la mina, insomma. Lo spiega l'assessore
allo Sport e Giovani del Comune, Giovanni Terzi: «Oggi come oggi il
Leoncavallo non rappresenta più, dal punto di vista politico, quello
che rappresentava 20 anni fa». L'interlocutore sarà la fondazione «La
città che vogliamo » che risale a qualche anno fa e che mette insieme
rappresentanti istituzionali (Milly Moratti, consigliera comunale
d'opposizione, moglie del presidente nerazzurro e cognata del
sindaco), sindacali e accademici.
Le chiavi di via Watteau finiranno nelle mani dell'ente. Che si
impegnerà a pagare alla famiglia Cabassi, proprietaria dell'immobile
in zona Greco, un affitto «reale»: 120 mila euro all'anno. Circa la
metà del canone di mercato, ma tant'è. «Non è da escludere che i
finanziamenti, attraverso la fondazione, arrivino anche da privati»,
ammette il portavoce del centro, Daniele Farina. In compenso la
proprietà otterrebbe dal Comune il via libera per edificare su qualche
altro terreno. «Permuta di volumetrie» si chiama in termini tecnici.
Il «lodo» richiede una precondizione: l'abiura dei leoncavallini di
ogni forma di illegalità. Non solo l'addio definitivo alle pratiche di
lotta violente, abbandonate già da un po' di anni, ma la completa
regolarizzazione delle attività del centro: scontrini, diritti Siae,
strutture a norma, parcheggi. Un'abiura pubblica, suggellata davanti
al prefetto. E magari in un'assemblea, aperta a tutti, dove ribadire
promesse e buone intenzioni. Un protocollo di impegni? «Siamo
disponibili a sottoscriverlo», dice a mezza voce lo stesso Farina. Che
inclina all'ottimismo: «Gli elementi sul tavolo ora ci sono proprio
tutti».
I muri si sbriciolano. Le antiche resistenze si sciolgono. Persino la
Lega «apre». Una mozione in Consiglio comunale sottoscritta dai gruppi
della maggioranza di centrodestra potrebbe alla ripresa dei lavori
dell'ala di Palazzo Marino rappresentare il viatico definitivo. Rivela
il capogruppo in Consiglio, Matteo Salvini: «L'ho gia detto al
sindaco: per noi le guerre di religione sono finite. Legalità, tasse,
affitto e viabilità del quartiere. Se ci sono queste garanzie sarei il
primo firmatario di una mozione che consenta il rientro nella legalità
del centro». Dopo la moschea sul marciapiede di viale Jenner, mandare
in archivio anche la vicenda Leonka. Riassume l'assessore Terzi:
«Sarebbe la vittoria di un'amministrazione che ha sempre detto di non
volere zone franche in città». Il 22 settembre in calendario rimane la
nuova ingiunzione di sgombero. La sedicesima. L'ultima?
Andrea Senesi
05 agosto 2008


Maggiori informazioni sulla lista Infoleo